Un po’ di storia

Dalla distensione immaginativa alla PIIEC

Verso la metà del 1960 lo studio l’interesse per l’ipnosi iniziò ad affermarsi anche all’interno di alcune Istituzioni scientifiche, seguendo quello che già era iniziato anche in altri paesi tra cui soprattutto gli Usa e la Francia.

Si trattò di un bel passo in avanti superando la concezione popolare (ma non solo) di ciò che, sulla base degli spettacoli da baraccone, era considerata questa disciplina anche se tuttavia le concezioni accettate continuavano ad essere quelle abbastanza stereotipate affermatesi nel 1800.

In quello stesso periodo a Verona attorno al dott. Guantieri, studioso della fenomenologia ipnotica e delle sue possibilità applicative in terapia, si andava raccogliendo un gruppo, sempre più vasto, di medici di varia estrazione, professionalità e formazione (specialisti, generici, ospedalieri, ecc.) che avrebbe portato nel 1965 alla costituzione del Centro Studi di Ipnosi Clinica H. Bernheim, che sarebbe diventato, nel 1982, l’Istituto Italiano di Ipnosi Clinica H. Bernheim: scuola di formazione e terapia.

Nell’ambito della attività didattica e formativa degli allievi, fondata oltre che sulla storia e le teoriche, ma anche sulla sperimentazione personale dell’ipnosi, vennero elaborate tecniche particolari con la finalità di ampliare il panorama applicativo dell’ipnosi, soprattutto seguendo una impostazione psicodinamica ed un approccio di tipo psicosomatico.

Tra le tecniche elaborate acquistò un particolare ruolo la tecnica indicata come “Distensione Immaginativa” che pure partendo da esperienze di tipo ipnotico, andò sempre più muovendosi secondo una progettualità integrativa di aspetti tecnici che tenevano conto della interazione tra aspetti corporei (rilassamento muscolare) e componenti psichiche (rappresentazioni mentali o “immagini”) attivate nel contesto di un relazione particolare tra il soggetto ed il suo terapeuta.

La definizione di Distensione Immaginativa

La definizione “Distensione Immaginativa” contiene infatti la finalità perseguita: quella di utilizzare una particolare esperienza corporea (il rilassamento) per attivare un mondo immaginativo –fantastico su cui focalizzare il lavoro terapeutico.

È stato a partire dalla Distensione Immaginativa che, successivamente, P. Parietti e E. Faretta sono venuti elaborando l’approccio PIIEC che prevede la utilizzazione di tecniche diverse, ma tra loro compatibili, e
la cui integrazione amplifica le possibilità di azione di ogni singola tecnica considerata di per sé.
Una ulteriore evoluzione ed arricchimento della tecnica si è poi verificata nella trasposizione della Distensione Immaginativa, arricchita dalla impostazione “simbolista” propria dell’Istituto Riza di Milano con cui P. Parietti, a cui la nascita della tecnica va attribuita, ha iniziato la sua ormai ventennale collaborazione.

Due componenti essenziali sono state alla base della costruzione della PIIEC (elaborata da Faretta-Parietti nel corso degli anni 1996 ad oggi):

  • da un lato le problematiche relative alla finalità di estendere le possibilità terapeutiche dell’approccio di tipo psicosomatico, con il coinvolgimento della sempre maggiore importanza attribuita al contesto sociale,
  • dall’altro, strettamente collegata al precedente aspetto, l’incidenza sempre maggiore assunta dalla “Psicologia dell’Emergenza” o “delle Catastrofi” e la conseguente elaborazione di tecniche specifiche che sono state considerate ed integrate utilizzate, con modalità particolari, nel contesto della PIIEC.