Dalla crisi al Ben Essere: testimonianze

“Che cos’è la vita ?”, da qui tutto ha avuto inizio.

La ricerca della perfezione, ma come poterlo fare se non interrogandomi sulla mia vita, una nebulosa sconosciuta a cui non davo valore. Ero invisibile ai miei occhi, vagavo nella mia esistenza.
All’ improvviso in un pomeriggio d’ estate scocca la scintilla, il disprezzo per la vita terrena, un corpo ingombrante che mi impediva di fuggire…

Una telefonata, uno sguardo, una frase ” cosa si aspetta…”.
Aspettare, da quanti anni attendevo, di uscire da un dolore lacerante che si era impossessa-to di me. Ero la fotografia stracciata di un ragazzo di 24 anni, ma ora ne avevo 52.
Ho raccolto le poche lacrime che mi erano rimaste e a fatica le ho versate nel rivivere la mia esistenza, sì proprio così per camminare, passo dopo passo la mia vita.
Accompagnato, mano nella mano, da chi avevo scelto non per leggere una favola, ma per rimuovere le storture dalla mia storia. Questo è stato l’inizio di un lungo e faticoso inerpi-carsi sulla montagna dei ricordi. Ricostruire un passato rendendolo presente, partecipare con coraggio a ricollocare ogni casella al posto giusto. Cosa significa giusto, valutare con l’aiuto della mia psicoterapeuta, quali fossero le immagini che avevo fotografato nel mio inconscio, per poter rimuovere, il disturbo che mi bloccava, in quell’ attimo sino a farmi soffocare. Conoscevo quale fosse il prezzo da pagare, la mia sofferenza. Questa volta condi-visa, guidata, sì guidata per raggiungere il traguardo, rimuovere la barriera costruita.

Sofferenza partecipata, una carezza per la mia anima. Momenti in cui non potevo fare a meno di dover essere da solo. Capire, le sopraffazioni, le bassezze, era terribile vedere la tua immagine di un tempo e portarla qui con te ed affrontarla per vincere.

Io ero la mia debolezza, la mia forza. Attimi di dolore implacabile, in cui mi chiedevo ” fini-rà?” e non riuscivo sostenere il peso del domani. Qui e ora! Imperativo insostituibile, diffi-cile da gestire. In particolare per me imprenditore, abituato a gestire il domani come qui e ora, perché l’ azienda diventa una cosa sola con te, quindi ho dovuto improvvisarmi figlio di me stesso.

Il qui e ora , diviene un cammino regolare, per sostare nel tempo che si sta vivendo. Qui è un luogo; ora è il tempo dettato dal rintocco del nostro respiro. Capire che la vita non è ri-partita in anni, giorni, ore, ma in secondi. Attimi che ci permettono di rallentare la rifles-sione, emarginando l’ ansia e l’ affanno. Trascinando la sofferenza ad annullarsi, sino a dis-solversi. Qui e ora, progetto il mio momento di meditazione, il pulsare del mio cuore scan-disce il tempo, è l’armonia che ho creato con i fiori, con il mondo.

Herman Hesse ha lasciato testimonianza nei suoi scritti di questo viaggio, una frase in par-ticolare ha segnato il mio cammino:
“Cosa sono i millenni? Una manciata di tempo.
Polvere in confronto a un unico sguardo dell’eternità.”

Ricordo con coraggio la saggia decisione di lasciarmi trasportare in questo viaggio. Ho pre-so coscienza delle mie potenzialità. Sino ad arrivare a vedermi, a capire che ero io il prota-gonista della mia vita, non ero la controfigura di un personaggio.

L’ audacia di osservare un’ immagine sfocata, che poco alla volta si colorava e si animava, sino a trovare la forza di accarezzarmi.

Mi sono trovato a scrivere, senza aver paura di mettermi in gioco, le mie parole scaturiva-no dal cuore producendo un cammino introspettivo difficile, laborioso. Viaggio condiviso, anzi sollecitato dalla mia psicoterapeuta. Parole che dipingevano la mia sensibilità, che mi porta talvolta a soffrire per ciò che la società mi fa toccare con mano. Ciò mi ha portato a valorizzare la mia emotività attraverso la scrittura. Questa intuizione di scrivere in poesia, è stata rilevata dalla mia predisposizione a non nascondere la mia anima, anzi a volerla trasmettere tramite i mie liriche, come aiuto ad avere la forza di emozionarsi per poche pa-role colorate messe su un foglio di carta. Doveroso capire che questa intuizione è stata rile-vata dalla mia psicoterapeuta, instancabile e attenta lettrice di ciò che le proponevo. Que-sto progetto faceva parte di un cammino introspettivo che mi ha consentito di conoscere me stesso visto dal di fuori, sino trovarmi tra le mani:
“… il sole sorge là dove sboccia l’ amore …” , un brivido ha pervaso i miei occhi si sono portati verso l’alto oltre il libro che stavo leggendo, ho osservato la valle, dinanzi a me, nel luogo in cui si allungava sino all’ orizzonte. Un aereo sfiora la laguna per posarsi sul nastro d’asfalto …

E sono partito con

La vita
è un soffio,
la gioia
una nostra illusione,
il dolore
lo scontro con la verità,
la morte
la gioia di incontrare la verità.
Il soldato coraggioso
sa di vivere in un soffio la vita
e di affrontare
la morte nel dolore altrui.

erano le 18.15 del 4 febbraio 2011
da lì ho trasformato la mia sofferenza in una proiezione futura di come vorrei fosse la mia esistenza. Sino ad aver pubblicato un libro che rappresenta la mia storia i colori della vita” scelto tra 160 poeti ed esposto al Salone del Libro di Torino 2014 . Intermedia Edizio-ni

“Ovunque Tu Sia”
Una rosa arancione
vista all’ alba di un tramonto
risplende nel cielo terso
dove all’ orizzonte
l’ eternità di un ghiacciaio
da respiro alla mia anima
che è ovunque tu sia
(09 06 13)

“Che cos’è la vita ?”
… questa è la vita raccontare il dono che avevo in me e il benessere di raccon-tarlo a tutti con la mia Arte, scrivere quadri anche per chi non vede oltre. Ora so che oltre al muro esiste una vela gialla che illumina la mia storia, l’ AMORE per la vita.
Massimo Pistoja

Di seguito si propone il video dell’evento del 10 aprile 2015 svoltosi a Milano al Centro Leonardo da Vinci.
link del video su youtube
link del canale youtube di Massimo Pistoja