Umanistico esistenziale

La psicoterapia umanistica – esistenziale considera la complessità e peculiarità di ogni persona, in base alla quale ogni essere umano ha una propria esperienza, pensieri ed emozioni che vive e sente in modo molto personale e in base ai quali costruisce i propri significati e attua le proprie scelte.

Prende avvio soprattutto attraverso l’opera di Carl Rogers. Nel 1951, con la pubblicazione del libro “La terapia centrata sul cliente” ne illustra i fondamenti teorico/pratici: la malattia mentale nelle sue varie forme altro non è che una distorsione dello sforzo che l’individuo compie per attuare le proprie potenzialità.

Fondamento della terapia rogersiana è il concetto di essere umano dotato di capacità e risorse per comprendersi e cambiare comportamenti e atteggiamenti nei confronti di se stesso.

E’ particolarmente indicata per persone che hanno problemi di inserimento sociale, che hanno difficoltà nell’accettare ed esprimere i propri sentimenti e che mancano di stima in se stesse.

Altri ambiti di applicazione possono essere la gestione di problematiche multiple, quali ad esempio quelle connesse alla depressione, ai disturbi post-traumatici da stress, ai disturbi di personalità, fino ad alcuni casi di psicosi o ritardo mentale, come pure altre condizioni (ad esempio per i pazienti diabete insulino dipendenti), all’ansia, per i problemi psicologici dovuti a traumi e nei problemi relazionali in generale.

La definizione di “psicologia umanistica”, viene coniata nel 1962 da un gruppo di psicologi, guidati da Abraham Maslow, come la “Terza Forza” della psicologia; cioè un’alternativa alle due psicologie allora imperanti, la psicoanalisi classica ed il comportamentismo positivistico.

Il programma prevede di “studiare le dinamiche emozionali e le caratteristiche comportamentali di un’esistenza umana piena e vitale”.

Altri esponenti di questo movimento sono Erich Fromm, Fritz Perls, Alexander Lowen, e molti altri. E’ difficile distinguere la corrente umanistica, marcatamente americana, dalla Psicologia esistenziale, di derivazione europea. In effetti, molti esperti, in riferimento alla Terza Forza, parlano in genere di Psicologia Umanistica-Esistenziale.

Grazie all’iniziativa di Maslow e Rogers nascono e aderiscono nuove correnti psicoterapeutiche (rogersiana, gestalt, bioenergetica, analisi transazionale), che seppur diverse tra loro, serbano un comune denominatore: l’attenzione sull’emozione e sull’esperienza.

Un’altra innovazione apportata dalla scuola umanistica consiste in un ampio uso della terapia di gruppo, del gruppo esperienziale e del gruppo d’incontro.La psicologia umanistica anche detta psicologia umanista,conosciuta anche con l’appellativo di Terza Forza, si sviluppa nell’ambito del pensiero psicologico con una prospettiva sociale agli inizi degli anni Settanta negli U.S.A. ad opera di Abraham Maslow e di Carl Rogers che individuarono nel bisogno di crescita e di affermazione le principali spinte di ogni comportamento umano e nel senso di autostima il presupposto fondamentale dell’equilibrio personale.

Si basa su alcuni assunti concernenti la natura umana e i mezzi con i quali possiamo provare a comprenderla.
Fondamento della terapia rogersiana è il concetto di essere umano dotato di capacità e risorse per comprendersi e cambiare comportamenti e atteggiamenti nei confronti di se stesso.
Per favorire il cambiamento sono necessarie condizioni di: genuinità, accettazione incondizionata e comprensione empatica.

La definizione di “psicologia umanistica”, fu coniata nel 1962 da un gruppo di psicologi, guidati da Abraham Maslow, durante l’atto di fondazione dell’Associazione di Psicologia Umanistica, il cui programma prevedeva di “studiare le dinamiche emozionali e le caratteristiche comportamentali di un’esistenza umana piena e vitale”. La psicologia umanistica affonda le sue radici nella versione americana del romanticismo e nel pensiero del filosofo Ralph Waldo Emerson.