Disfunzioni sessuali

Cosa sono  e come si manifestano

 

La Sessualità è un’espressione fondamentale dell’essere umano, costituendosi come fenomeno complesso che coinvolge aspetti psicologici, biologici, culturali e relazionali, non riducendosi alla sola dimensione genitale, ma comprendendo un ricco ventaglio di sensazioni ed emozioni.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la salute sessuale è l’integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuato, compiuta in maniera tale da essere positivamente arricchente  e da esaltare la personalità umana, la comunicazione e l’amore“.

La Risposta Sessuale prevede tre fasi successive: il Desiderio, l’Eccitazione e l’Orgasmo, dove ognuna di queste è distinguibile sulla base di precise risposte fisiche e le capacità di rispondere sessualmente variano anche in base all’età e al sesso delle persone.

Le Disfunzioni Sessuali sono comprese nella più ampia categoria dei Disturbi Sessuali e riguardano quelle condizioni che ostacolano un rapporto sessuale soddisfacente generando disagio personale e relazionale. Si esprimono sia attraverso manifestazioni cognitive come pensieri ed emozioni, che comportamentali, a livello individuale e relazionale. Queste vengono vissute dal soggetto come sgradevoli e tendenti all’automantenimento, creando un circolo vizioso per cui valutazioni e comportamenti, che si presentano come dirette conseguenze del sintomo, finiscono col rinforzare il sintomo stesso.

Le disfunzioni sessuali vengono classificate dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V, APA, 2014) in:

 

Disfunzioni sessuali maschili:

 

  1. Disturbi del desiderio sessuale maschile ipoattivo

Fantasie e desiderio sessuale ricorrentemente carente o assente. Uno scarso desiderio sessuale può essere globale e includere tutte le forme di espressione sessuale, oppure può essere situazionale e limitato ad un partner o ad una attività sessuale specifica.

  1. Disfunzione Erettile

Riguarda prevalentemente un deficit dell’erezione che comporta l‘impossibilità di completare il rapporto sessuale con la penetrazione e consiste nell’incapacità di sostenere o mantenere l’erezione anche in presenza di uno stimolo adeguato.

Può presentarsi fin dalle prime esperienze sessuali, o occasionalmente in seguito a stress o dopo un periodo di funzionamento adeguato. Oppure può manifestarsi in forma ridotta, nel senso che l’erezione avviene, ma non è sufficiente al coito.

Per quanto riguarda l’orgasmo, esso può comunque essere raggiunto poiché non dipende dal grado di erezione, ma da quello di eccitazione del soggetto.

  1. Eiaculazione precoce:

Ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale prima, durante, o entro un minuto dal momento della penetrazione e prima che il soggetto lo desideri.

  1. Eiaculazione ritardata

Ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase normale di eccitazione sessuale.

È una comune alterazione della capacità eiaculatoria che può verificarsi in un maschio, altrimenti sano, con conseguente disturbo della soddisfazione che provoca in genere l’atto sessuale. L’ER si caratterizza nel posticipare il riflesso eiaculatorio nonostante buoni livelli di eccitamento, causando notevole disagio psicologico.

 

Disfunzioni sessuali femminili:

 

  1. Disturbi dell’interesse/eccitazione sessuale femminile

Consiste in una persistente incapacità di raggiungere, o mantenere, un’adeguata risposta di eccitazione sessuale.

  1. Disturbi da Dolore/Penetrazione Genito-Pelvica
    il Disturbo da Dolore/Penetrazione Genito-Pelvica racchiude in un’unica categoria il Vaginismo e la Dispareunia che dal punto di vista clinico sono entrambi disturbi caratterizzati da una sintomatologia dolorosa.
  • Dispareunia
    Dolore genitale associato al rapporto sessuale in cui il coito, sia nel maschio che nella femmina, è associato a persistente e ricorrente dolore ai genitali, senza che ciò sia causato da vaginismo o da una mancanza di lubrificazione. Nella Dispaurenia la sensazione dolorosa può essere avvertita, durante la penetrazione, a livello pelvico, della vagina o dell’introito vaginale e provoca una serie di spasmi muscolari come riflesso difensivo al dolore. Si riconoscono tre tipi di dispareunia: interna, esterna o durante l’orgasmo, e solo una buona indagine clinica può permettere una diagnosi precisa e una terapia efficace.
  • Vaginismo
    Ricorrente o persistente spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina, che interferisce col rapporto sessuale rendendo difficile o impossibile la penetrazione. In fase diagnostica è importante tenere sempre in considerazione i fattori biologici, psicologici e ambientali, l’adeguata stimolazione, problemi relazionali, eventuali disturbi sessuali del partner o altri disturbi mentali.
  1. Disturbi dell’orgasmo femminile

Tra i Disturbi dell’Orgasmo Femminile si distingue quello che comunemente viene detto anorgasmia, ossia l’assenza della sensazione orgasmica di piacere durante la penetrazione vaginale. Spesso, infatti, accade che molte donne che soffrono di questo disturbo, riescono comunque a raggiungere l’orgasmo, ma solo ed esclusivamente con la masturbazione o con il sesso orale. Va comunque tenuto conto di tutti i fattori come l’età, i cambiamenti ormonali, il contesto psicosociale e ambientale che possono influenzare lo stato di eccitazione.

 

Altre disfunzioni sessuali sono: Disfunzione sessuale indotta da Sostanze/Farmaci; altra Disfunzione sessuale specificata; Disfunzione sessuale non specificata.

 

Sintomi (da DSM V) ed effetti del disturbo

 

Nonostante l’eterogeneità delle disfunzioni sessuali, possono essere individuati alcuni criteri comuni:

  • i sintomi devono avere una durata minima di 6 mesi e verificarsi la maggior parte, se non tutte, le volte che avviene attività sessuale (con una frequenza del 75% -100%);
  • devono creare significativo disagio clinicamente significativo nei singoli;
  • i disturbi non possono essere meglio spiegati da altri disturbi psichici, da rapporti di coppia altamente conflittuali o da altri fattori particolarmente stressanti;
  • la disfunzione sessuale non è meglio spiegata da un disturbo mentale non sessuale o come conseguenza di un grave disagio relazionale o di altri significativi fattori stressanti e non è attribuibile agli effetti di una sostanza/farmaco o di un’altra condizione medica.

 

Quanto è comune il disturbo?

 

Uno studio internazionale comprendente 60 paesi ha rilevato come circa il 30% degli uomini e il 45% delle donne sono interessate da una disfunzione sessuale.

Uno altro studio condotto su un campione rappresentativo della popolazione degli Stati Uniti fra i 18 ed i 59 anni suggerisce le seguenti stime di prevalenza per varie lamentele sessuali:

10% di difficoltà di erezione nei maschi

20% di problemi di eccitazione nelle femmine

33% di desiderio sessuale ipoattivo nelle femmine

27% di eiaculazione precoce

25% di problemi di orgasmo nelle femmine

10% di problemi di orgasmo nei maschi

15% di dispareunia nelle femmine

3% di dispareunia nei maschi

 

Quali sono le cause?

 

Seppure il parere di un medico specialista potrebbe in alcune situazioni essere necessario, oltre l’80% di tutti i disturbi sessuali ha un’origine psicologica. Questi infatti sono connessi alla storia personale dell’individuo e al modo in cui ha appreso a relazionarsi con sé stesso, gli altri e la sessualità. Le esperienze passate sono fondamentali nel risalire all’eziologia de disturbo e, sviluppandosi all’interno di una relazione, non si può prescindere da questo contesto per comprenderli. Alla base della manifestazione dei sintomi possono quindi esserci diversi fattori, da un livello di ansia eccessivo circa le proprie prestazioni, fino alle conseguenze di gravi abusi o violenze subiti in passato.

 

  1. Disturbi del desiderio sessuale maschile ipoattivo

Un calo del desiderio può derivare da cause organiche quali uno squilibrio nei livelli ormonali o l’assunzione abituale di farmaci o sostanze che inibiscono la libido, oppure associarsi ad altre problematiche sessuali o condizioni di tipo depressivo. Nella maggioranza dei casi l’origine del disturbo si associa a fattori psicologici specifici quali dinamiche relazionali e di coppia, carente autostima, censure, difficoltà di integrazione della componente sessuale con quella affettivo-sentimentale, ansia da prestazione, conflitti intrapsichici.

  1. Disfunzione Erettile

Le cause possono essere sia organiche che psicologiche: le prime in genere si manifestano prevalentemente nei maschi dopo i 50 anni, spesso in concomitanza ad altre patologie di origine vascolare, neurologica o farmacologica (antidepressivi, antipertensivi). È importante escludere la possibile insorgenza di diabete in quanto può dare come primi sintomi la disfunzione erettile, e considerare eventuali problematiche all’apparato cardiovascolare. Le cause psicologiche si presentano generalmente in soggetti giovani che manifestano conflitti profondi non superati riguardo il concetto di piacere, di dolore, sensi di colpa rispetto al piacere sessuale o paura nei confronti della vagina. I vissuti espressi dai soggetti colpiti dal disturbo sono spesso rancore o rabbia verso la partner. Anche fumo, abuso di alcol e di sostanze possono essere responsabili della disfunzione.

  1. Eiaculazione precoce

Le cause dell’EP sono a carattere multifattoriale e a vari livelli: personali, di coppia, iatrogeni, da cattiva educazione sessuale, generali, psicologici che interagendo tra di loro producono e mantengono il disturbo clinico. Il ritardo diagnostico ha come conseguenza la cronicizzazione della disfunzione, compromettendo e danneggiando il singolo, ma anche la vita di coppia.

 

  1. Disturbo dell’Interesse/Eccitazione sessuale Femminile

La problematica sembra risiedere al livello della funzione di vasodilatazione, principalmente regolata dal sistema nervoso parasimpatico. Se nonostante un’adeguata stimolazione la vasodilatazione non si verifica si può ipotizzare un meccanismo inibitorio che blocca la normale reazione riflessa spinale. Perché ciò si realizzi è sufficiente che la previsione o l’inizio del rapporto sessuale comporti un’attivazione emotiva intensa (ad es. paura, rabbia, disgusto) tale da suscitare una reazione di allarme. La possibilità del rapporto sessuale viene qui vissuta come un evento pericoloso che suscita una reazione emotiva di allarme che impedisce la possibilità stessa di realizzare il rapporto. Il Circolo Vizioso di Automantenimento ripercorre la stessa strada patogenetica e rafforza il disturbo: la constatazione del fallimento viene vissuta come un evento pericoloso che suscita ulteriore ansia, rabbia o senso di colpa.

  1. I Disturbi da Dolore Sessuale

Possono riguardare una reale esperienza dolorosa sperimentata durante i primi tentativi di rapporto a motivo di:

  • patologia somatica;
  • associazione della penetrazione con qualcosa di negativo;
  • ignoranza rispetto all’anatomia e fisiologia dei propri genitali;
  • volontà di non soddisfare i desideri del partner e di non sottomettervisi.

La penetrazione viene considerata come evento doloroso, sgradevole o impossibile.

Alla previsione della dolorosità e sgradevolezza della penetrazione, si ha nel primo caso una risposta motoria di evitamento che la fa somigliare ad una soluzione di tipo fobico (vaginismo), mentre nel secondo caso si ha una risposta sensitiva tipo disturbo da dolore psicogeno (dispareunia). In generale, la dispareunia, diversamente dal vaginismo, è dovuta a cause organiche, anche se non si esclude che possano concorrere fattori psicologici, solitamente riferiti a sintomi somatici. In entrambi questi casi il tentativo di penetrazione o il prolungarsi del rapporto comportano effettivamente un’esperienza dolorosa che va a rinforzare la previsione iniziale, creando il consueto circolo di automantenimento del disturbo.

  1. Disturbo Dell’Orgasmo femminile

Una volta esclusa la causa medica, è ragionevole pensare che l’origine del disturbo sia di tipo psicologico. Infatti, spesso le donne che giungono davanti al clinico riferiscono di non aver mai raggiunto un orgasmo nella propria vita sessuale o di non sapere se l’hanno mai realmente provato. Pertanto la tendenza è di convivere con il problema riducendo l’attività sessuale o simulando l‘orgasmo con il proprio partner sessuale. Le cause dell’anorgasmia femminile riguardano in generale il rapporto psicologico con il proprio corpo e sono spesso identificabili inibizioni cognitive che derivano da un’eccessiva tendenza al controllo razionale delle proprie sensazioni e dalla difficoltà nel lasciarsi andare al funzionamento spontaneo proprio del riflesso orgasmico.

L’assenza dell’orgasmo femminile sembra derivare infatti dall’eccesivo controllo che la donna mette in atto nei confronti delle sensazioni sessuali del proprio corpo, nel tentativo di “trattenersi”. Col tempo questo meccanismo di controllo potrebbe consolidarsi fino a diventare automatico senza poter più essere controllato volontariamente, contribuendo a far crescere uno stato ansioso che impedirebbe alla donna di sperimentare l’orgasmo anche quando si sente calma, innamorata o adeguatamente stimolata. Pertanto appare chiaro come l’ansia, per via del suo effetto inibitorio, possa avere un ruolo primario nella determinazione del disturbo dell’orgasmo. Frequente è infatti l’interferenza dell’ansia da prestazione associata alla preoccupazione di dover raggiungere l’orgasmo per sentirsi “normali” o per compiacere il partner, con un conseguente effetto inibitorio. In alcuni casi il disturbo si associa a più complesse dinamiche relazionali e di coppia.

 

Quali rischi, complicazioni e ripercussioni nelle relazioni interpersonali?

 

I Disturbi Sessuali possono compromettere l’immagine corporea, l’autostima, o la soddisfazione nelle relazioni. Anche quando l’origine del problema è organica, il disturbo sessuale ha infatti importanti ripercussioni sulla relazione e sull’immagine che la persona ha di sé. Ciò può diventare causa di conflitti di coppia, ansia da prestazione e bassa autostima. Ad esempio, a seguito del dolore provato durante il rapporto, il soggetto può sperimentare una reazione di rabbia nei confronti del partner che viene identificato come la causa di questa sofferenza, con un netto peggioramento della relazione di coppia. Oppure il soggetto può ritenere il proprio sintomo come un grave segno della propria inadeguatezza sessuale e personale, sviluppando sentimenti depressivi di autosvalutazione e di colpa che a loro volta fanno diminuire il desiderio sessuale. Anche il partner non portatore del disturbo potrebbe sentirsi insoddisfatto, rifiutato, o incapace e inadatto ad affrontare il problema e, a seconda dei casi, potrà dunque sentirsi arrabbiato e ostile verso il partner che lo rifiuta, o depresso per la propria incapacità, ansioso per la prestazione che crede di dover fornire o preoccupato per il futuro del rapporto di coppia.

 

Quando chiedere aiuto?

 

È importante un intervento precoce non appena compaiono i primi sintomi di disturbo, per evitare il rischio di consolidare il fenomeno di automantenimento della problematica e quindi una cronicizzazione.

 

Quale terapia?

 

Dopo gli accertamenti specialistici del caso, è necessario investigare probabili cause psicologiche sottese ad eventuali disturbi sessuali.

La metodologia EMDR può essere efficacemente utilizzata per affrontare una vasta gamma di disturbi sessuologici, permettendo di ottenere profondi cambiamenti emotivi attraverso lo sblocco di risorse personali adattive, che permettano di affrontare in modo nuovo non solo i ricordi del passato, ma anche eventuali elementi stressanti attuali e pensieri ed azioni desiderabili per il futuro.

Altra metodologia efficace consiste nell’applicazione delle tecniche di terapia cognitivo-comportamentale ad ogni specifico disturbo, combinate con una ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali legati al sesso.

In linea generale, la costruzione del piano terapeutico e l’intervento su questo tipo di disturbo avviene, secondo l’approccio PIIEC, integrando metodi psicoterapeutici e tecniche tra loro compatibili ed evidence based, ottenendo così migliori risultati in termini di efficacia. Durante il percorso terapeutico, oltre ad una psicoeducazione alla sessualità al soggetto vengono insegnate tecniche di rilassamento e autocontrollo, esercizi per potenziare i muscoli che circondano gli organi sessuali, in modo da renderne maggiormente consapevole l’utilizzo durante i rapporti, esercizi di focalizzazione sensoriale, per imparare a concentrarsi sulle sensazioni piuttosto che sulla prestazione.

Vengono inoltre insegnate pratiche che rafforzano il pensiero positivo anche attraverso tecniche di esposizione  e sbloccate le risorse personali adattive, che permettono di affrontare in modo nuovo non solo i ricordi del passato, ma anche eventuali elementi stressanti attuali e pensieri ed azioni desiderabili per il futuro.

Come prevenirle?

 

L’educazione all’affettività e alla sessualità è una buona pratica che fornisce tutti gli strumenti necessari per vivere serenamente la propria corporeità, le proprie emozioni, i propri sentimenti, il rapporto affettivo e sessuale con gli altri e con sé stesso. Anche mantenere una buona comunicazione col proprio partner infatti è fondamentale per poter affrontare insieme anche gli eventuali momenti di disagio o dubbi, informandosi attivamente.