Depressione

La depressione si configura come un singolare stato d’animo che costringe la persona in una condizione di prigionia emotiva e di allontanamento dal mondo
Aldo Carotenuto

Che cos’è, come si manifesta
E’ un Disturbo dell’Umore e generalmente chi ne soffre prova un senso di tristezza, di inquietudine e vive un netto cambiamento dell’umore e del modo di vedere se stesso, il mondo ed il futuro.
La tristezza però non è sempre il sentimento più importante del quadro depressivo: spesso infatti la persona depressa esprime sentimenti di vuoto, di appiattimento emotivo e, qualche volta, anche la mancanza di sentimenti.
Quasi sempre il depresso perde la capacità di provare piacere nel fare quelle cose che in precedenza lo facevano stare bene, si percepisce come difettosa ed inadeguata ed i suoi pensieri si distinguono per una forte connotazione negativa, in particolare presentando contenuti riguardanti la non amabilità, il fallimento, l’insuccesso, la perdita.

Sintomi (da DSM) ed effetti del disturbo
Secondo il DSM – IV, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la depressione può presentare tutti o solo alcuni dei seguenti sintomi:
- umore depresso
- incapacità di provare piacere /interesse per tutte, o quasi tutte, le attività
- cambiamento significativo di peso o dell’appetito(diminuzione od aumento)
- disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia)
- senso di agitazione o rallentamento psicomotorio
- senso di affaticabilità o mancanza di energia
- sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi od inappropriati
- ridotta capacità di concentrazione o di pensiero oppure indecisione
- pensieri ricorrenti di morte, ideazione suicidaria senza un piano specifico o tentativo di suicidio oppure l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

La sintomatologia tipicamente è più intensa al mattino e migliora nel corso della giornata, ma vi sono delle eccezioni. La depressione può presentarsi con diversi livelli di gravità, sotto forma di singoli episodi (episodio depressivo), oppure può avere una tendenza ciclica e con una durata del periodo depressivo anche piuttosto lunga (disturbo depressivo). Alcune persone presentano sintomi depressivi di bassa intensità mentre altre si sentono così depresse da non riuscire a svolgere le normali attività quotidiane.
Le forme gravi sono caratterizzate da un numero più elevato di sintomi, da una maggiore intensità e durata nel tempo della sintomatologia e da una maggiore compromissione delle attività quotidiane.

Quanto è comune il disturbo?
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono almeno 350 milioni le persone che soffrono di depressione nel mondo ed è previsto che entro il 2020 la depressione sarà la più diffusa al mondo tra le malattie mentali e in generale sarà la seconda malattia più diffusa dopo le patologie cardiovascolari.

Quali sono le cause?
La reazione di ciascun individuo agli eventi della vita è soggettiva e nasce da come si interpretano gli eventi e si mobilitano le risorse (fattori psicologici). Sono comunque stati individuati eventi considerati stressanti che possono svolgere un ruolo significativo nel favorire l’insorgenza della depressione. Tra questi eventi si annoverano le perdite importanti (es. perdere il lavoro, un’amicizia, il partner); la diminuzione delle attività gratificanti (es. svolgere un lavoro che piace di meno rispetto a quello precedente), la mancanza di relazioni sociali (es. trasferirsi in una città dove non si conosce nessuno); le richieste nuove dell’ambiente esterno (es. cambiare mansione lavorativa, diventare genitore); i problemi di gestione della propria vita (es. essere disoccupato, avere problemi economici), l’insorgenza di una malattia e la presenza di dolore cronico. Gli studi suggeriscono che gli eventi stressanti possono giocare un ruolo più significativo nel percepire il primo o il secondo episodio depressivo e avere meno importanza per l’esordio degli episodi successivi (ricadute).
Tra le cause si annoverano anche modificazioni a livello biologico nella regolazione di alcune sostanze come gli ormoni ed i neurotrasmettitori.

Quali rischi, complicazioni e ripercussioni nelle relazioni interpersonali?
La depressione condiziona la vita della persona depressa e quella delle persone che gli sono accanto, in particolare quella dei familiari. Questo disturbo infatti compromette la capacità di funzionamento in chi ne soffre sia a livello affettivo che sociale e lavorativo. L’attività scolastica o lavorativa della persona può diminuire in quantità e qualità soprattutto a causa dei problemi di concentrazione e di memoria. Questo disturbo inoltre, porta progressivamente al ritiro sociale ed a problemi di tipo relazionale con il proprio partner, i figli, gli amici ed i colleghi. L’umore depresso condiziona anche il rapporto con se stessi e con il proprio corpo in quanto chi è depresso ha difficoltà a lavarsi, curare il proprio aspetto, mangiare e dormire in modo regolare.
Se la depressione si aggrava senza che vengano realizzati tempestivamente opportuni interventi di tipo terapeutico, possono aggravarsi eventuali patologie organiche concomitanti a seguito di debilitazione e trascuratezza oppure possono conseguirne gravi complicanze quali comportamenti autolesionistici o suicidari oppure l’abuso di alcool o droghe.

Quando chiedere aiuto?
Fa parte dell’esperienza umana vivere momenti di tristezza e sofferenza soprattutto quando si ha a che fare con situazioni di frustrazione, delusioni o perdite.
E’ importante però distinguere uno stato di sofferenza passeggera, anche se profonda, da una depressione patologica caratterizzata da un malessere ed un dolore oltre il quale la persona non riesce ad andare.
La depressione vera e propria è quindi qualcosa di molto più intenso e duraturo rispetto al semplice “sentirsi giù” o tristi.
Non è problematico manifestare leggere oscillazioni dell’umore o sentirsi tristi.
Può diventare necessario richiedere un intervento terapeutico quando il malessere è molto intenso e provoca una grande sofferenza.

Quale terapia?
Nella cura della depressione la psicoterapia è importante in quanto aiuta la persona che soffre di questo disturbo ad identificarne le cause e l’accompagna nel processo di guarigione.
Esistono diversi approcci di tipo psicologico al trattamento della depressione. Le terapie evidence based (basate sull’evidenza scientifica) e che prevedono specifici protocolli di trattamento per ogni disturbo clinico (?) sono la Terapia Cognitivo Comportamentale (Jacobson 1996; Mc Lean e Hakstian 1979;), la Terapia Cognitiva (Dobson 1989), l’EMDR (Uribe, M.E.R., e Ramirez, E.O.L. 2006; Arabia, E., Manca, M.L, Solomon, R.M. 2011).), la Terapia Interpersonale (De Mello MF e al. 2005) e la Terapia Sistemico Relazionale (Cottrel 2003).
Vi sono inoltre protocolli specifici per la prevenzione delle ricadute che utilizzano la Mindfulness (Coelho, HF.; Canter, P H.; Ernst, E.Journal of Consulting and Clinical Psychology, 2007).

Nelle forme lievi e moderate di depressione l’utilizzo della sola psicoterapia ha buone possibilità di successo, mentre, nelle forme gravi è necessario che alla psicoterapia venga affiancata una adeguata terapia farmacologia prescritta da un medico, preferibilmente psichiatra.
Secondo l’approccio PIIEC la costruzione del piano terapeutico e l’intervento su questo tipo di disturbo avviene integrando metodi psicoterapeutici e tecniche tra loro compatibili ed evidence based, ottenendo così migliori risultati in termini di efficacia.
Già nel 1996 Kirsch ha presentato un quadro analitico dimostrando empiricamente che per esempio un trattamento particolare, combinato con l’ipnosi è clinicamente più significativo ed efficace.

Come prevenirla?
Per prevenire la depressione è importante avere cura di se stessi a livello fisico con una sana alimentazione, un adeguato movimento fisico e riuscire nella quotidianità a mantenere spazi in cui dedicarsi ad attività e relazioni che diano piacere e aiutano a stare bene.
E’ inoltre importante, soprattutto se si ha già sofferto di depressione, riconoscere i sintomi di eventuali ricadute per poter chiedere aiuto tempestivamente.