Gregory Bateson

"…mi pareva che tanto l'evoluzione quanto l'apprendimento dovessero conformarsi alle stesse regolarità formali o, come si dice leggi. Insomma, cominciavo a riflettere non sul nostro sapere, ma su quel più ampio sapere che è la colla che tiene insieme le stelle e gli anemoni di mare, le foreste di sequoie e gli aggregati umani…"

(Mente e natura, Gregory Bateson, 1979)

Gregory Bateson e la struttura che connette

Il fascino del pensiero di Gregory Bateson deriva da una storia di vita e di ricerca spesso difficile, alimentata da un profondo interesse per la natura ed il mondo dei viventi e da una vivace curiosità verso i processi di comunicazione e conoscenza. Ciò che lo contraddistingue è una combinazione tra attenzione al contesto relazionale e sensibilità estetica. Nel corso della propria attività Bateson si è trovato a esplorare molteplici ambiti del sapere che spaziano dalle tribù della Nuova Guinea alle relazioni familiari patologiche, dai sistemi di informazione cibernetica all'osservazione dei delfini durante attività ludiche. Tutto ciò ha fatto sì che Bateson possa essere considerato, al contempo, biologo, antropologo, sociologo, psicologo, studioso di linguistica e di cibernetica.

Il percorso del suo pensiero può essere rappresentato come un processo crescente di ricerca: dalle prime osservazioni sulle piante e sugli animali (con la biologia e la zoologia) all'attenzione per le forme culturali (in antropologia), dalle riflessioni sulle modalità e i livelli della comunicazione (in psichiatria e cibernetica) all'interesse per l'epistemologia, dalle considerazioni sulle possibilità e i modi della conoscenza agli studi sul rapporto tra l'evoluzione e il pensiero. In questo processo, tuttavia, i livelli precedenti non vennero dimenticati, anzi furono richiamati come elementi necessari per comporre insieme una struttura di analisi sempre più estesa, come sempre più estesa divenne la domanda da cui era partito Bateson e l'oggetto su cui si interrogava, fino ad arrivare a porre attenzione ai fenomeni di interazione sociale, alle questioni ecologiche e ai problemi legati all'organizzazione e alla comunicazione del mondo del vivente, a problematiche quindi che si riferivano a un ordine più elevato di quello che aveva caratterizzato le singole discipline e i campi di conoscenza dei quali si era occupato.

Se però è vero che Bateson ha incontrato sia nelle esperienze sia nel pensiero ambiti differenti, è altrettanto vero e sopratutto significativo che egli, attraverso queste molteplici esplorazioni, abbia elaborato e trattato solo poche idee quali linee-guida del suo pensiero e fondamenti unici della sua epistemologia. Quello che Gregory aspira a delineare, infatti, è «l’operante impalcatura della vita, quella vita che, nel suo senso più ampio, abbraccia l’intero pianeta vivente nell’arco della sua evoluzione».

A questo proposito è curiosa la descrizione che la figlia di Bateson, Mary Catherine Bateson, in Come è nato ‘Angels Fear da del proprio padre: “L’immagine che molti serbano di mio padre come personaggio molteplice, dalle innumerevoli sfaccettature, mi diverte sempre molto. Mi chiedono spesso: “Di quale Bateson si parla? Del Bateson dell’antropologia?, o di quello del doppio vincolo?”, come se Gregory avesse sviluppato idee di ogni sorta che non hanno nulla a che vedere tra loro. A costo di deludere queste persone, mi sembra al contrario che mio padre abbia avuto nella sua vita solo alcune idee, ben poco numerose.”

Questa comprensione della vita e della struttura che la fonda nelle sue molteplici espressioni è stata elaborata da Bateson attraverso un travagliato percorso esistenziale, caratterizzato da incontri ed esperienze che ne hanno influenzato significativamente l’andamento.

La prospettiva ecologica: la vita e l’evoluzione del pensiero di Gregory Bateson