Fretta ed eccesso di stimoli sono causa di stress. Rallentare e occuparsi di sé sono fonte di ben essere.

Si dice che la nostra è l’era dello stress. Oggigiorno molte persone si trovano a vivere la condizione di perdere il lavoro più frequentemente che negli anni passati: ditte che falliscono, fabbriche che chiudono, l’aumento continuo del costo della vita, a cui talvolta si aggiungono magari anche la preoccupazione per la salute di un familiare o il trovarsi ad affrontare una separazione coniugale.

In realtà anche i nostri avi vivevano fonti di stress, pensiamo per esempio al dovere cacciare per sfamarsi, avere delle caverne per abitazioni e doversi difendere da bestie feroci. Che cosa è cambiato dunque rispetto al passato? Perché oggi tutti sembriamo più stressati?

Innanzitutto oggi siamo costantemente bombardati da molti più stimoli rispetto ad un tempo e il progresso tecnologico, accanto ai benefici, ha creato nuove fonti di stress, prima tra tutte: la FRETTA.

Nella società attuale la frustrazione maggiore è data dall’attesa; tutte le persone grazie all’uso dei cellulari sono raggiungibili nell’immediato. I social network consentono comunicazioni rapide con vari amici e conoscenze, confondendo spesso tra i giovani una relazione reale da una virtuale.

Nuove tecnologie consentono di simulare attività sportive anche senza uscire di casa. I media propongono competizioni di ogni tipo sin dalle più tenere età.

Tutte queste piacevoli nuove opportunità comportano però l’evidenziarsi di nuove forme di psicopatologie: sempre più frequenti i disturbi di ansia, i disturbi dell’umore e nuove forme di dipendenza. Lo stress è alimentato dall’eccessiva quantità di stimoli, dal consumismo e dall’incrementata competizione in ogni ambito e talvolta lo stress è l’anticamera della patologia.

In un mondo illusorio dove tutto sembra possibile e raggiungibile, non ci si può permettere di non essere ricchi, belli e vincenti e a tal punto….lo stress è inevitabile.

Una definizione per lo stress

Lo stress  è innanzitutto una reazione difensiva dell’organismo a stimoli esterni o interni, adattativa e utile all’organismo che, solo successivamente, può diventare patogena.

Il termine stress nel 1600 veniva usato in Inghilterra per indicare difficoltà, avversità, afflizioni. Nel 1800 e 1900 esso ha assunto il significato di forza, pressione, tensione o sforzo. Il termine, introdotto da W.B. Cannon, negli anni Venti venne studiato in modo scientifico da Hans Selye, il quale divenne successivamente padre di tale concetto e ne diede una definizione univoca (“lo stress è la risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso”). In tempi più recenti il significato di stress è divenuto così sinonimo di “tensione” o “resistenza” che un oggetto o una persona oppongono a forze esterne che agiscono su di loro.

Lo stress può essere determinato da diversi fattori o agenti stressanti: di natura fisica (per es. un intervento chirurgico) o psicologica (es. conflitti familiari), spiacevoli (es. perdita di lavoro) o piacevoli (es. una nuova nascita)…e così via.

La reazione difensiva e adattiva di emergenza è caratterizzata da una fase di allarme con modificazioni biochimiche ormonali, da una fase di resistenza in cui l’organismo si organizza funzionalmente in senso difensivo e da una fase di esaurimento in cui avviene il crollo delle difese e l’incapacità di adattarsi ulteriormente.

Se gli sforzi del soggetto falliscono perché lo stress supera le capacità di risposta, l’individuo è sottoposto a una vulnerabilità nei confronti della malattia psichica, di quella somatica o di entrambe.

Stress negativo e stress positivo

Tendenzialmente quando parliamo di stress, pensiamo ad una connotazione esclusivamente negativa, ma in realtà esiste anche una forma di stress positivo. Un esempio di stress benefico è l’essere creativi e soddisfatti nel lavoro. Si parla così di distress per intendere lo stress nocivo, legato a insuccesso e frustrazioni e di eustress per definire lo stress benefico. Occorre quindi trasformare quanto più possibile il distress, vero e proprio nemico della salute e causa di tensioni e di mal essere, in eustress.

Poiché è molto difficile evitare lo stress, occorre per lo meno cercare di evitare lo stress eccessivo e nocivo alla salute, tenendo presente che l’insieme delle seccature e difficoltà quotidiane sembra danneggiare la salute più degli avvenimenti importanti. Lo stesso Selye affermava che il distress “accellera l’invecchiamento mediante il logorio della vita quotidiana”. A tal proposito, qui di seguito viene suggerita una breve scaletta per chi è interessato ad occuparsi del proprio stress, trovando delle strategie per alleviarlo e orientarsi verso una condizione di ben essere, con la quale si vuole intendere la capacità di utilizzare potenzialità e risorse interiori.

Primo step: riconoscere lo stress nocivo

Riconoscere lo stress nocivo è abbastanza semplice. I sintomi più frequenti sono tensione e affaticamento (psichico e organico), tachicardia, abbondanti sudorazioni, appetito mancante o eccessivo, disturbi gastrointestinali, cefalea, tensione premestruale o salto mestruazione, certe affezioni dentarie, dolori al collo o alla zona lombare, tic nervosi, ansia, irrequietezza, incapacità di attenzione e di concentrazione, disturbi del sonno, aumento nel consumo di sigarette (o tranquillanti e alcol), allergie e un calo del sistema immunitario, con la conseguenza di ammalarsi più frequentemente.

Le malattie da eccesso di stress sono vere e proprie malattie che le persone sviluppano secondo la loro specificità (predisposizione congenita o traumi di vecchia data).

Lo stress prolungato può anche condurre ad una condizione di esaurimento psico-fisico o sindrome della stanchezza cronica. Il sintomo prevalente in questo caso è una stanchezza ingiustificata e prolungata per mesi, debilitante, che non si attenua con il riposo, dolori muscolari e articolari costanti, cefalee e diminuzione di memoria, ipertensione; l’energia è dispersa, non si ha una vita lavorativa e affettiva soddisfacente e dal punto di vista cognitivo se si è impegnati per comprendere lo stressore si sarà meno liberi di concentrarsi sui compiti quotidiani.

Lo squilibrio provocato dal distress indebolisce le difese della persona aumentando la probabilità che l’organo o la funzione più vulnerabile si ammalino. Il sistema cardiovascolare sembra essere il bersaglio principale della risposta di stress (es. ipertensione, infarto cardiaco), accanto alle ulcere peptiche dello stomaco e del duodeno, determinate da un aumento della secrezione gastrica provocata dallo stress emotivo.

Secondo step: dal locus of control esterno al locus of control interno

Lo stress mina l’equilibrio tra corpo e mente, l’armonia tra psiche, corpo e mondo esterno. Per avere un’idea chiara dello stress occorre considerare l’uomo in senso olistico, nella sua totalità di psiche, soma ed esperienze e abitudini di vita.

Lo stress non dipende tanto da ciò che facciamo o da ciò che accade, ma dal modo in cui lo interpretiamo.

E’ infatti comune affidare all’esterno, alla fortuna e al destino la soluzione dei disagi (locus of control esterno), ma le risorse necessarie sono già al nostro interno (locus of control interno).

L’atteggiamento più errato è credere di essere vittime dello stress, poiché i maggiori responsabili siamo noi. In realtà non è così importante ciò che ci accade, quanto il modo in cui lo interpretiamo ed affrontiamo, che dipende anche da nostre reazioni inconsce. Tutti siamo soggetti a stress, ma ci sono persone che rischiano di soffrirne maggiormente: quelle più dinamiche, grintose, che accumulano troppi impegni senza concedersi una sosta, incapaci di ritagliarsi degli spazi per sé.

Terzo step: modificare lo stile di vita

Le prospettive di vivere a lungo e godere di una buona qualità di vita dipendono sempre più da fattori psicologici. L’età di una persona dipende in gran parte dal logorio accumulato.

Accade che più si è invischiati nello stress, meno si è sensibili ai segnali di allarme inviateci dalla psiche o da un organismo stressato. E’ importante perciò cercare di modificare lo stile di vita.

Un suggerimento potrebbe essere quello di riservarsi una giornata (o almeno mezza) nell’arco della settimana da dedicare al vero riposo e al recupero delle energie. Qualsiasi attività o non-attività va bene, l’importante è che piaccia e faccia sentire rilassati o arricchisca.

Lo stress può essere contenuto da una buona gestione del tempo. C’è chi può trovare giovamento dal fare una passeggiata all’aria aperta, chi preferisce praticare dello sport e chi leggere un libro.

Ci si può rilassare anche ascoltando musica, per esempio qualche brano riposante e ripetitivo, come alcune opere di Bach, i notturni di Chopin, ma anche new age o musica jazz con un volume basso.

Esistono  inoltre varie tecniche per fare fronte allo stress, una che dipende molto da noi è vivere il presente, che  è anche la via più breve che conduce a l vero equilibrio tra corpo e mente.

Vivere il presente consente di “stare bene” con se stessi e nella relazione con gli altri.

Quarto step: chiedere aiuto ad un esperto

Se i passi precedenti non hanno consentito di trovare una sufficiente condizione di ben essere, allora è opportuno chiedere aiuto ad un esperto.

Il primo requisito fondamentale nel chiedere aiuto ad un esperto è la MOTIVAZIONE, senza la quale non  è possibile raggiungere alcun obiettivo.

Diversi sono i percorsi che si possono intraprendere: il Centro Studi PIIEC (Psicoterapia Integrativa  ad Espressione Corporea) accanto alla psicoterapia propone tecniche di rilassamento che hanno origine dalla pratica meditativa, modalità di meditazione consapevole per una mente tranquilla, percorsi immaginativi etero ed autoindotti.

Con la psicoterapia la persona si avvia sulla strada per divenire “terapeuta di se stessa” e ciò consente alla medesima di identificare le fonti di stress e di ridurle, adattarle a sé o evitarle, acquisire un modo diverso per affrontare le situazioni. Benché esistano differenti orientamenti psicoterapeutici, obiettivo comune della psicoterapia è aumentare la forza dell’Io e modificare lo stile di vita in funzione di un maggior ben essere. L’individuo con un Io forte è ben adattato, ha fiducia in se stesso e un chiaro senso della realtà.

La frequenza varia a seconda della condizione psichica del paziente e dell’orientamento dello psicoterapeuta.

Le tecniche di rilassamento hanno la finalità di allentare, in un arco di tempo breve, nell’individuo le tensioni muscolari e psichiche attraverso una serie di esercizi specifici. Il rilassamento risulta utile ai pazienti con disturbi da stress e lo è anche all’interno di un programma preventivo. Le varie tecniche di rilassamento aumentano, nei soggetti che le praticano, le risorse per affrontare con calma e sicurezza le esigenze della vita quotidiana.

La scelta della tecnica a cui ricorrere può avvenire dopo una serie di incontri da cui si possono ricavare i dati di riferimento per operare una sintesi tramite il ricorso a quelle che sono state definite “tecniche specifiche” o “strutturate”.

La Distensione Immaginativa (D.I.) è una tecnica a focalizzazione corporea, ideata dal dott. Piero Parietti, in cui il rilassamento (distensione muscolare) è perseguito attraverso un’alternanza programmata di attività/passività a livello somatico (dalla contrazione e distensione muscolare) e a livello mentale (dall’attività immaginativa). Essa segue un procedimento specifico che si svolge in tappe o fasi successive.

Per ciò che concerne la frequenza, gli incontri sono settimanali o quindicinali e si affiancano ad un allenamento quotidiano del soggetto, essenziale per l’apprendimento.

Le tecniche di consapevolezza sono suddivise in base a caratteristiche particolari: la pratica meditativa come strumento di consapevolezza personale, una modalità “laica” di meditazione alla portata di chiunque; la consapevolezza del presente, l’auto-rilassamento e l’attività immaginativa, le tecniche centrate sul buonumore e sul ridere. Esse devono essere valutate in base alle esigenze individuali e per tale motivo sarebbe opportuno anche in tal caso avvalersi della guida di persone esperte. I benefici della meditazione sullo stress sono notevoli. Una delle pratiche meditative utilizzate presso il Centro PIIEC è la Mindfulness.

Bibliografia

Faretta E., Parietti P. (2012), Ben essere e sviluppo delle risorse personali, ed. Alpes, Roma

Galimberti U. (1999), Le Garzantine, Psicologia, ed. Garzanti, Milano

Faretta E., Parietti P. (marzo 2012),Tecniche per una mente tranquilla, Riza Scienze n° 286, Rivista mensile di scienza dell’uomo, ed. Riza, Milano