Ipnosi

L’ipnosi è un fenomeno psicosomatico che coinvolge sia la dimensione fisica, sia la dimensione psicologica del soggetto. È una condizione particolare di funzionamento dell’individuo che gli consente di influire sulle proprie condizioni sia fisiche, sia psichiche e sia di comportamento con l’aiuto di un operatore con il quale si è in relazione ( terapeuta).L’ipnosi è una tecnica terapeutica che si basa sulla provocazione di uno stato di trance nella persona, finalizzato a generare uno stato più ricettivo verso gli stimoli provenienti dal subconscio.

Ciò che si sviluppa in trance deriva dalle attività del soggetto ipnotico e non dalle suggestioni (Erickson, 1948), e inoltre l’operatore non può controllare né la trance né i fenomeni ipnotici.
Lo stato ipnotico non è quindi un sonno profondo o uno stato di incoscienza completa: si tratta piuttosto di una sorta di dormiveglia in cui le difese razionali agiscono con meno efficacia.
Attraverso l’ipnosi si creano i presupposti per poter accedere con maggiore facilità alle risorse interne della persona, risorse in grado di produrre effetti benefici, o anche solo permettere alla persona di vedere i problemi in maniera diversa e più costruttiva.

Una delle modalità per ottenere questo tipo di stato può essere per esempio invitare la persona a concentrare i propri pensieri su un oggetto specifico. Ottenuto ciò l’ipnoterapeuta procede con l’aiuto alla persona attraverso induzioni, ristrutturazioni, analogie, utilizzo di immagini mentali, ed altre tecniche finalizzate al raggiungimento degli obiettivi concordati con il paziente.

La pratica della ipnosi ha una storia molto lunga. L’ipnosi intesa come potenzialità della mente umana pare essere impiegata fin dall’antichità; Charles Arthur Musès (1972) scrive di aver trovato un’antica registrazione di una seduta ipnotica nella incisione di una stele egizia risalente al regno di Ramesse XI della XX dinastia (circa 3.000 anni fa).

Il primo a farne uso terapeutico è stato Franz Mesmer (1779). Un’importante revisione delle teorie di Mesmer fu proposta dal medico inglese James Braid (1785-1860). Braid diede un’interpretazione fisiologica al fenomeno studiato e introdusse il termine ipnosi, derivato dal greco ypnòs sonno.

Gli sviluppi successivi di interpretazione dell’ipnosi si devono ai lavori di Ambroise-Auguste Liébeault (1823-1904), un medico di Nancy e di Hippolyte Bernheim (1837-1919) famoso neurologo parigino che insieme fondarono la Scuola di Nancy.

La scuola di Nancy oppose studi e teorie sull’ipnosi, alla scuola di Jean-Martin Charcot (1825-1893) che operava all’Ospedale della Salpêtrière di Parigi.

Mentre per la scuola di Nancy l’ipnosi era un fenomeno psicologico normale e tutti i suoi fenomeni potevano essere spiegati con la suggestione, Jean-Martin Charcot considerava l’ipnosi un fenomeno patologico, una nevrosi isterica artificiale.

Di ipnosi si occupò anche Sigmund Freud (1856-1939). Con la morte di Jean-Martin Charcot (1893) e l’inizio della psicoanalisi cominciò per l’ipnosi un periodo di decadenza. Successivamente Milton H. Erickson elaborò un paradigma di intervento per la comprensione delle dinamiche ipnotiche (1974), denominato ipnosi ericksoniana.

In Italia la prima Associazione scientifica per lo studio e l’applicazione dell’ipnosi, l’A.M.I.S.I. (Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi), si costituì nell’aprile del 1960.
Attualmente l’ipnosi è impiegata scientificamente nella ricerca clinica e in ambito terapeutico (ipnositerapia da non confondere con ipnoterapia che riguarda la terapia del sonno). Viene sempre più utilizzata con buoni risultati nel controllo delle emozioni (disturbi d’ansia, attacchi di panico, rabbie, tristezze) e delle dipendenze (alcol, fumo, droghe), nei disturbi sessuali di origine psicogena, nei disturbi alimentari, nei disturbi psicosomatici attraverso le varie forme di psicoterapia e ipnositerapia. L’utilizzo dell’ipnosi nella terapia è detta ipnoterapia, o meglio “ipnositerapia” (per evitare confusioni con la terapia del sonno) ed è un lavoro clinico. Le fonti più remote, nelle diverse culture, che fanno pensare all’uso dell’ipnosi in ambito terapeutico illustrano tale impiego prevalentemente rivolto al controllo del dolore, quindi come metodica analgesica.

È impiegata in ostetricia nella preparazione e nella conduzione del parto, in odontoiatria nelle varie fobie da studio dentistico e come analgesico, in dermatologia nelle diverse forme di malattie psicosomatiche, e negli ultimi anni anche in oncologia come strumento del sostegno psicologico (quando è impiegata come tecnica di rilassamento) e nella eliminazione degli effetti collaterali alle diverse terapie quali la nausea, il vomito, l’eccessiva stanchezza e ovviamente nella gestione delle diverse emozioni negative.

L’ipnosi può essere applicata solo da professionisti abilitati (medici, psicologi e odontoiatri)